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MOTS

Maison Europèenne de la Photographie
a cura di: Anna Rosa e Giovanni Cotroneo e Jean Luc Monterosso
Paris, 2006

In Mots (parole) la luce che bagna i vetri è modellata in intensità e tonalità in base al ricorrere di parole chiave all’interno delle notizie provenienti dall’agenzia giornalistica ADN Kronos. Ad ogni parola corrisponde un colore o una intensità luminosa. La città composta dai vetri, è investita dagli eventi, come bagnata dalla luce.

“(…)Si tratta del ritratto di una città vista dall’alto; un paesaggio a volo d’uccello, non in senso figurativo ma visionario, dove il fenomeno luminoso e cromatico s’integra con quello spaziale dando vita a varie sensazioni: energia, malinconia, pericolo, naturalezza… M’interessa sempre di più un’arte che seppure muova da matrici astratte, riesce a porsi la questione della somiglianza con qualcosa, quello che un tempo in filosofia si chiamava “mimesi”, una vicinanza alle cose che non significa copiarle. In pratica m’interessa un’arte che partendo dall’astrazione riesca a dirci qualcosa di riconoscibile, qualcosa che riguarda il raccontare. Qui, a Parigi, ho inserito un elemento nuovo, importante; una luce particolare, dinamica, che muta in continuazione in seguito a sollecitazioni che provengono in tempo reale dal mondo esterno. Ho voluto rendere omaggio alla fotografia, non a quella d’artista e d’arte, ma ad un’idea della fotografia intesa come sguardo sul mondo e dal mondo. Ecco, direi che si tratta di un omaggio a quel settore specifico della fotografia che è il fotogiornalismo.(…)”

Intervista di Gilles Tiberghiene a Alfredo Pirri clicca qui

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