Spazio RAM
Roma
2013

CAMERE, “a space waiting for a move”, il nuovo progetto di RAM-radio arte mobile- al suo diciottesimo appuntamento, Sharing/Intese accoglie nelle stanze di Zerynthia a piazza Vittorio, lavori inediti di Alfredo Pirri, Alvis Curran e Maurizio Mochetti.

Oltre alle immagini e ai suoni, in questa occasione i tre artisti ci offrono spiragli della loro intimità, in tre dialoghi con controparte femminile.

Dialogo tra Alfredo Pirri e Valentina Valentini

Valentina: All’origine del mondo c’è questa immagine di Dio che pronuncia la parola fiat lux. Su questo fiat lux gli artisti hanno riflettuto, interrogandosi sul rapporto tra immagine e parola. Tu sei un artista che lavora con le immagini, ma lavori anche con la parola perché scrivi e hai un rapporto abbastanza stretto con il suono. Come si traduce nel tuo lavoro questo rapporto, come separazione, come coincidenza, come concomitanza?

Alfredo: Io prendo le cose abbastanza alla lettera, fiat lux vuol dire che all’origine di tutto c’è l’immagine. C’è una gerarchia tra immagine, parola e suono. L’immagine è un ambiente generoso dentro il quale si può sviluppare sia il suono che la parola. L’immagine è in continua espansione come l’universo. Per me la parola e il suono sono fatti assolutamente residuali rispetto all’immagine. Questo non vuole dire che sono secondari, ma sono comunque resti dell’immagine. Né la parola né il suono riescono a sostituire l’immagine. L’immagine fonda il mondo, fonda la civiltà, la comunità, lo stare insieme, almeno dalle nostre parti del mondo.

Valentina: Non pensi invece che ci si riunisce anche per ascoltare la parola?

Alfredo: Però sempre partendo da un’immagine. Anch’io soffro della fascinazione della parola però sono consapevole che la vera gioia è nell’immagine.

Valentina: La scrittura è diversa dalla parola detta, che svanisce come il suono; scrivere è creare dei segni che restano come tracce su un supporto, per cui sono assimilabili alle immagini, come i geroglifici, la scrittura ideografica. La scrittura è un lavoro di composizione, un desiderio folgorato da un concetto, un’idea, come la composizione di un’opera plastica.

Alfredo: Non voglio dire che non provo soddisfazione quando scrivo, ma solamente quando riesco ad evocare un’immagine o meglio, narrare un immagine. Anche il suono è come una scrittura. Mi piacciono molto i suoni che evocano quelli naturali facendone una sintesi. I suoni che ci raccontano il mondo. E ce lo restituiscono amplificato.

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CAMERE XVIII

 Sharing

Alvin Curran

 Maurizio Mochetti

Alfredo Pirri

RAM radioartemobile – Via Conte Verde 15 – Rome

 

After two Promemoria (Memorandum) exhibitions, RAM picks up the Camere series with an all-Roman edition: Alvin Curran, Maurizio Mochetti and Alfredo Pirri are the participants of the 18th appointment. The nature of the exhibition itself, with previously unseen installations, is strengthened not only by the occasional dialogue among the artists, but also by the precise understanding between them in private: they indulge us with their intimate and personal “confrontational field, dialectical field, battlefield” (Riccardo Giagni, Camere 2005). The texts accompanying the exhibition are transcripts of certain extracts from conversations recorded for RAM LIVE: Alvin Curran with Susan Levenstein, Maurizio Mochetti with Gaia Scaramella and Alfredo Pirri with Valentina Valentini. The dialogues can be heard in their entirety on RAM LIVE, http://live.radioartemobile.it/, as of opening day.

 

Sharing

Alfredo Pirri and Valentina Valentini

Valentina: In the origin of the world there is this image of God pronouncing the phrase fiat lux – let there be light. Artists have reflected on this fiat lux, considering the relationship between image and word. You are an artist who works with images, yet you also work with words because you write and you have a rather close relationship with sound. How is this relationship translated into your work – as separation, as coincidence, as concurrence?

Alfredo: I take things quite literally. Fiat lux means that in the beginning of everything there was the image. There is a hierarchy between image, word and sound. Image is a generous environment in which both sound and word can be developed. Image is in constant expansion like the universe. For me word and sound are absolutely residual facts in relation to image. This does not mean that they are secondary, but they are nevertheless the remains of image. Neither word nor sound is able to substitute image. Image is the foundation of the world, the foundation of civilisation, of community, of being together, at least in our part of the world.

Valentina: Do you not think instead that people are brought together by hearing words?

Alfredo: But always starting with an image. I too suffer the fascination of the word, but I am conscious that true joy is in the image.

Valentina: Writing is different to the spoken word, which vanishes like sound; writing is creating signs that remain like traces on a background and can as such be assimilated to images, like hieroglyphics, ideographic writing. Writing is a work of composition, a transfixed desire from a concept, an idea, like the composition of a work of art.

Alfredo: I’m not saying that I don’t get pleasure from writing, but I only do when I manage to evoke an image or, better still, narrate an image. Sound too is like writing. I really like sounds that evoke natural ones by synthesising them; sounds that narrate the world, returning it to us amplified.

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