Galleria Giacomo Guidi
a cura di Ludovico Pratesi
Roma, 2012

La mostra instaura un rapporto plastico tra lo spazio pubblico della galleria e la dimensione privata dello studio dell’artista, dove si materializza il dialogo intimo e segreto tra architettura e colore, materia e luce, che caratterizza la ricerca di Pirri.
Attraverso un procedimento di distorsione , l’artista ha letteralmente ricostruito il suo studio in via del Mandrione adattandolo all’architettura della galleria.

Ph. Giorgio Benni

“uno spazio che sogna se stesso”

Le opere che espongo sono forme e materiali che si aprono come fa il fiore dopo la preparazione invernale. Esse sono il risultato di un inverno senza aiuto, in uno studio dove nessun altro ha messo piede o mano, occhio o mente.
La mostra ha la forma di un individualismo un po’ solitario, che però non ci parla con voce intimista … racconta il piccolo che sfugge dal grande. (…)
Anche la testa si dischiude, come una scatola aperta, come un fiore che sboccia veloce, come lo sguardo che rimbalzando colpisce lo spazio storcendolo e formando angoli dove si annida una forma che vi abita come un uccello. (…)



Dentro questo canto armonico, che ci abbraccia lasciandoci soli, siamo noi, ora, a guardarci negli occhi. 

Alfredo Pirri, Aprile 2012.

OSPITI

“Per l’intera durata della mostra Alfredo Pirri invita alcuni  amici al gesto del dono.
Il dono costruisce una connessione tra colui che dona e chi riceve il dono, un frammento di mondo che passa da una mano all’altra.
Opere, parole, immagini, oggetti di affezione. I doni ricevuti sono disposti dall’artista all’interno di questo spazio, un tempo privato ma temporaneamente pubblico, dove Pirri desidera condividere i suoi doni. Senza enfasi, con naturalezza. Per invitarci a riflettere sulle possibili trasformazioni dei luoghi, sulla loro capacità di evocare esperienze, scatenare desideri, trasformare i sogni in visioni, e le visioni in atti . Atti morali e quindi civili. Civili e quindi politici. Atti che trasmettono la sana e pulita energia del sentire comune, tra persone democratiche, profonde e consapevoli.”

Ludovico Pratesi

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artisti/ospiti/giorni

25 Giugno

Primo Conti
Carlo Guaita
Alvin Curran, Shofar dal vivo
Massimo Bartolini
Federico Fusi,
Hugo Canoilas
Alessandro Sarra
Alessandro Piangiamore
Chiara Camoni

5 Luglio

Eduardo Souto de Moura
Thomas Schutte
Francesco Carone
Alessandro Piangiamore
Miroslaw Balka
Jannis Kounellis

11 Settembre

Stanislao di Giugno
Marco Neri
Etty Abergel
Gianni Dessì
Luigi Battisti
Matteo Montani

May 2012. Personal exhibition by Alfredo Pirri curated by Ludovico Pratesi, which inaugurates the new rooms of the Giacomo Guidi gallery in the courtyard of the 15th Century Roman Palazzo Sforza Cesarini.

The exhibition stages a sculptural relationship between the public space of the gallery and the private dimension of the artist’s studio, where the intimate, secret dialogue between architecture and colour, between material and light, takes place – the dialogue which marks Pirri’s work so profoundly. By way of a process of distortion, Pirri has literally rebuilt his Via del Mandrione studio, adapting it to the architecture of the gallery.

Ph. Giorgio Benni

“a space that dreams itself”

The works I exhibit are shapes and materials which open up like a flower after hibernation. They are the result of a winter spent alone, in a studio in which nobody has set foot, or hand, or eye, or mind.
The exhibition has the shape of a slightly solitary individualism, whose tone is not, however, intimist… it tells the story of the small escaping the great. (…)
Even the head opens up, like an open box, like a flower in full bloom, like the viewer’s gaze which bounces off the walls of the space deforming it, creating corners where a form rests nestled like a bird. (…)

This harmonic chant embraces us and leaves us alone; it is us, now, who look each other in the eyes.

Alfredo Pirri, April 2012.

GUESTS

‘For the entire duration of the show, Pirri invites friends to the gesture of the gift. The gift makes a connection between he who gifts and he who receives: a fragment of world is passed from one hand to another. Works of art, words, images, objects of affection. The gifts received by Pirri are installed in the space, in a time which is private and public at the same time, where Pirri wishes to share his gifts naturally, without emphasis. He does so merely in order to invite us to reflect upon the transformations space is capable of, on its ability to evoke experiences, awaken desires, transform dreams into visions and visions into acts. Moral acts, which are also civil acts. Civil and hence also political. Acts which disseminate the clean, invigorating energy of feeling in common, amongst people who are democratic, deep and aware.’

Ludovico Pratesi, 25th June 2012.

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for the video of the show click here

artists/guests/days

25 June

Primo Conti
Carlo Guaita
Alvin Curran, Shofar live
Massimo Bartolini
Federico Fusi,
Hugo Canoilas
Alessandro Sarra
Alessandro Piangiamore
Chiara Camoni

5 July

Eduardo Souto de Moura
Thomas Schutte
Francesco Carone
Alessandro Piangiamore
Miroslaw Balka
Jannis Kounellis

11 September

Stanislao di Giugno
Marco Neri
Etty Abergel
Gianni Dessì
Luigi Battisti
Matteo Montani